Si dice che un racconto ben scritto è come una freccia scoccata: lo scrittore ha a sua disposizione solo un tiro. Deve contenere l’essenziale perché non c’è spazio per divagazioni. Di seguito ci sono alcuni dei miei racconti di mondi immaginari e scorci di vita quotidiana. In tutti c’è la cura e l’attenzione che dedico ad ogni storia e che, dalla mia percezione del mondo e dalla mia scrittura, prendono vita.

TITOLO

SINTESI

Una città immaginaria, sulla linea delle Città Invisibili di Italo Calvino. Gli abitanti di Amàurea nascono ogni mattina e muoiono ogni notte.

Un uomo invita una donna a cena, ma quella che dovrebbe essere una serata romantica si trasforma in una rocambolesca avventura viscerale.

Tredici è un inserviente che ogni giorno pulisce le celle di ibernazione del laboratorio di criogenesi in Corea del sud. Una sera, solo e davanti ad una cella vuota, decide di ibernarsi per risvegliarsi nel futuro, ma qualcosa va storto.

Ricordi della mia bella Sicilia, dell’estate e della mia infanzia, ma soprattutto di Natalino: il camioncino dei gelati e delle granite.

Per uno studente universitario il periodo della sessione d’esami è un periodo nefasto, in cui l’università si trasforma in un mostro orrorifico alla Stephen King. Un mostro che si nutre delle sue più profonde paure.

“Nella natura scopriva la vita che non conosceva tra i grigi fumi di città, laddove un semplice filo d’erba lottava ogni giorno per emergere dall’asfalto”.

Un uomo con una borsa a quadri attende il tram. Dentro la sua borsa ha qualcosa di molto prezioso.

È nel momento in cui, dopo un pranzo domenicale in famiglia, ci rilassiamo per un attimo presi dall'”abbiocco” che quell’attimo pare dilatarsi nel tempo e nello spazio.

L’uomo era stato costretto dietro quattro mura, le mura della sua stanza.